Ladri in Senegal


“Quando da queste parti si prende un ladro”, mi dice un amico senegalese, “si usa massacrarlo di botte. Il fatto è che poi, se non muore, lo portano in ospedale. A quel punto le cure deve pagarle chi l’ha picchiato. Per questo bisogna stare attenti a non fargli troppo male”. 

Dopo questo incipit, mi racconta che sabato scorso il guardiano della strada, a notte fonda, ha fischiato. Dalle case intorno sono usciti in quattro (solidarietà di vicinato), più il guardiano, contro due ladri che stavano cercando di rubargli il motorino che lui aveva incatenato a un baobab (“avevo comprato la catena a misura giù al porto”). “Uno di questi era enorme, un mandinka”, dice l’amico, “Sembrava un lottatore”. Hanno assalito il mandingo a colpi di bastone fino a farlo svenire per le botte. In quel momento, in strada è comparso un vicino chiaramente alterato che brandiva un machete: “Allora, cosa dobbiamo fare, lo affettiamo o no? Ormai mi avete svegliato, cazzo, vogliamo squartarlo oppure no?”

Il mio amico, memore della regola che chi rompe paga, ha passato un’altra ora a placare il tipo col machete. 

Nel frattempo è arrivata la polizia e il mio amico li ha seguiti al commissariato per fare la denuncia. Dopo aver redatto il verbale i poliziotti gli hanno detto: “Ora ci serve la prova del fatto”. Lui ha strabuzzato gli occhi: “Cioè?” E loro: “Devi portarci il motorino”. Lui ha risposto che per fortuna il guardiano, lui e i vicini erano intervenuti prima che i ladri rompessero il lucchetto con le tronchesi, ma i poliziotti sono stati irremovibili: “Ci serve la prova”. A quel punto lui è dovuto andare a prendere il motorino. Dopo qualche ora di attesa in commissariato ha detto: “Perché mi tenute qui? Il ladro non sono io”. I poliziotti gli hanno detto che lui era liberissimo di andare e che non lo stavano affatto trattenendo. “Allora ridatemi le chiavi del motorino”, ha detto. “No, il motorino deve restare qui fino a lunedì quando arriva il commissario che, prima di firmare il verbale, deve vedere fisicamente la prova del furto, cioè il motorino”. 

“Ma se non l’hanno rubato?”

“Non importa, hanno cercato di farlo”.

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